Tartufo

TARTUFO (GEN. TUBER)

Vi sono sei specie di tartufi mangerecci e commerciali. Inoltre, in Italia, si stanno diffondendo colture artificiali. Quando si acquistano devono essere spazzolati, interi, sani, maturi e di peso superiore ai cinque grammi.

Con il nome di tartufi si designano i corpi fruttiferi di numerose specie di Funghi Ascomiceti, tra le quali: Tartufo magnatum (tartufo bianco o di Alba); Tartufo melanosporum (tartufo nero o di Spoleto o di Périgord); Tartufo brumale (tartufo violetto); Tartufo excavatum (tartufo giallo). Tutte queste specie vivono in simbiosi micorrizica con l’apparato radicale di numerose piante legnose, soprattutto querce, pioppi, salici e noccioli.

Aspetto
I tartufi rimangono sotterranei e crescono isolati o in piccoli gruppi. Hanno forma di tubercolo rotondeggiante, più o meno lobato; in essi si possono riconoscere una porzione corticale liscia o verrucosa, di colore variabile dal nocciola chiarissimo al rossiccio, al grigio, al nero, e una porzione interna percorsa da evidenti nervature. Nel tartufo bianco, per esempio, la superficie esterna è liscia e di colore ocra pallido, mentre nel tartufo nero è scura e verrucosa.

Utilizzazione
I tartufi si possono consumare crudi, tagliati a fette sottilissime (in questo modo, si utilizzano solo i tartufi bianchi), oppure cotti. E’ possibile anche conservarli a lungo, in sabbia, in segatura o anche in scatola.
I tartufi sono oggetto di coltivazione, solitamente in zone collinari a clima temperato-caldo e in terreni calcarei

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